SEO & More | Newsletter #18
La newsletter per chi ama la SEO.
Buongiorno e buon mercoledì
spero che la vostra settimana stia trascorrendo al meglio!
Ecco l’appuntamento bisettimanale con la newsletter.
Il core update di maggio nel frattempo ha chiuso il suo rollout (il 2 giugno), lasciando vincitori e vinti. E mentre tutti guardano le SERP, il vero campo di gioco si è spostato altrove.
Di seguito trovate 5 aggiornamenti che contano davvero questa settimana. :)
Buona lettura,
Sara
[#1] Come costruire una prompt library che misura davvero la tua AI visibility. [Aleyda Solis]
Aleyda centra l’errore numero uno che vede fare a chi prova a tracciare la propria visibilità nell’AI Search: usare una lista di prompt non rappresentativa. Se i tuoi prompt di test sono troppo generici, ignorano le linee di prodotto, dimenticano i competitor locali o tracciano solo domande brandizzate, ti racconti una storia falsa sulla tua presenza in ChatGPT, Gemini & co.
Cosa fare:
Costruisci la prompt library partendo dal funnel reale: discovery generica, confronto, intent transazionale, domande brandizzate — bilanciate, non solo le comode.
Includi le varianti per linea di prodotto e per mercato/lingua.
Aggiungi i prompt dove ti aspetti di trovare i competitor, non solo i tuoi.
È la base operativa di qualunque progetto di AI visibility: prima di comprare un tool di tracking, decidi cosa tracciare.
⏩ https://www.aleydasolis.com/en/ai-search/ai-search-prompt-library/
[#2] 5 cose da sapere sulle linee guida GEO ufficiali di Google. [Dr. Peter J. Meyers — Moz]
Google ha pubblicato delle linee guida ufficiali sulla Generative Engine Optimization, e Dr. Pete le smonta con il pragmatismo di sempre. Il messaggio chiave: la SEO non è morta, e molti “miti GEO” (a partire da quelli sui dati strutturati) vanno ridimensionati.
Cosa fare:
Non rincorrere ogni nuova sigla: le fondamenta SEO restano la condizione necessaria per essere citati dall’AI.
Tratta i dati strutturati per quello che sono — un aiuto alla comprensione, non una scorciatoia magica per finire nelle risposte generative.
Usa il documento di Google come checklist per distinguere le pratiche reali dal fuffa-GEO che gira in giro.
Da leggere accanto al pezzo “How ‘it’s just SEO’ took over the GEO conversation” uscito sempre questa settimana: il dibattito GEO-vs-SEO sta diventando una distrazione dal cambiamento vero.
⏩ https://moz.com/blog/google-geo-guidelines
[#3] WTF is NLWeb? Il web agentico spiegato sulla lavagna. [Crystal Carter — Moz]
Whiteboard Friday su un tema che tra sei mesi sarà ovunque: NLWeb (Natural Language Web) e il protocollo ASK, il modo in cui gli agenti AI useranno i tuoi dati strutturati per “interrogare” il tuo sito invece di limitarsi a leggerlo.
Cosa fare:
Se hai trascurato i dati strutturati perché “tanto non spostano il ranking”, ripensaci: nel web agentico diventano l’interfaccia con cui gli agenti capiscono e usano i tuoi contenuti.
Fai un inventario dello schema markup che hai già: è il punto di partenza per essere “interrogabile”.
Tieni d’occhio NLWeb come trend tecnico — capirlo ora ti mette mesi avanti rispetto ai clienti.
⏩ https://moz.com/blog/wtf-is-nl-web-whiteboard-friday
[#4] Le ricerche zero-click toccano il 68%: il click sta sparendo. [Danny Goodwin — su dati SparkToro]
Il dato della settimana, e fa riflettere: nei primi quattro mesi del 2026 il 68,01% delle ricerche Google negli USA si è chiuso senza un click (ricerca SparkToro su dati clickstream Similarweb). Era al 60,45% nel 2024: +7,56 punti in due anni. La quota di ricerche che generano almeno un click è scesa del 22,9%.
Il colpevole principale: le AI Overviews, ormai presenti su oltre il 20% delle ricerche. Quando compaiono, il CTR crolla di quasi il 60%. L’AI Mode pesa ancora poco (0,34% delle ricerche nel periodo), ma Google ha dichiarato 1 miliardo di utenti mensili — quindi è solo l’inizio.
Cosa fare:
Smetti di misurare il successo solo in click e traffico: una fetta enorme del valore ora si gioca dentro la SERP, senza visita al sito.
Sposta parte degli obiettivi su visibilità ed essere-citati nelle risposte AI (si collega al #1: la prompt library serve a misurare proprio questo).
Prepara i clienti al fatto che impression alte con click in calo non sono per forza un fallimento: è il nuovo normale.
⏩ https://searchengineland.com/google-zero-click-searches-2026-study-479717
[#5] Come l’AI si forma un’opinione sul tuo brand. [Jason Barnard]
Se il click sparisce (vedi #4), conta molto di più cosa l’AI pensa di te. Barnard spiega che l’AI vede solo frammenti del tuo business — sito, contenuti, recensioni, menzioni — mentre gran parte dell’expertise reale non entra mai nella tua impronta digitale. La soluzione: farla emergere, organizzarla in un’unica fonte di verità e trasformarla in segnali leggibili dalle macchine.
Il framework è il trio UCD: l’AI deve capire chi sei (Understandability), credere che sei bravo (Credibility — la N-E-E-A-T-T, estensione della E-E-A-T) e avere materiale per raccomandarti (Deliverability).
Cosa fare:
Codifica i dati di prodotti/servizi con nomi e identificatori coerenti: per chi è, che problema risolve, quanto costa, cosa non fa.
Tira fuori i segnali di credibilità che sono già nelle tue operazioni quotidiane (case study, credenziali, testimonial) e rendili pubblici e strutturati.
Lavora sulla coerenza dell’entità brand su tutti i canali — è quello che l’AI usa per “fidarsi”.
⏩ https://searchengineland.com/how-ai-forms-opinions-about-your-brand-479671
[#6] Dall’Italia: come automatizzare le fatture con l’AI (e perché ci riguarda). [Massimiliano Pioli]
Esco un attimo dalla SEO pura — è il “& More” della newsletter. Pioli mostra come collegare un assistente AI (Claude) al gestionale via API per generare le fatture in automatico, partendo da una procedura scritta una volta sola.
Perché te lo segnalo: come consulenti, il tempo che recuperiamo sull’operatività è tempo che mettiamo sulla strategia. L’AI non serve solo a scrivere contenuti o a misurare la visibilità — serve a togliere dal piatto le attività ripetitive che ci rubano le ore. Questo è un esempio concreto e replicabile, in italiano, da cui partire per ripensare anche i tuoi processi interni.
⏩ https://massimilianopioli.com/automatizzare-fatture-ai-claude-code-2/
Bonus rapido: il core update di maggio è ufficialmente chiuso
Il rollout del secondo core update 2026 si è concluso il 2 giugno, dopo parecchia volatilità. Aleyda Solis ha analizzato gli spostamenti di visibilità più grossi su US e UK: a fare la differenza tra vincitori e perdenti sono stati soprattutto intent, market fit e tipo di fonte — non i soliti “fix tecnici”.
Se hai visto movimenti sui tuoi siti, è il momento di leggerli (ora che i dati si sono assestati) incrociando cluster di pagine e intent, non di intervenire a caso.
Vi lascio con 2 domande, e mi piacerebbe molto avere i vostri input 💬
1. Avete già messo in piedi una prompt library per tracciare la vostra visibilità nell’AI Search? Se sì, quanti prompt usate — e come avete deciso quali?
2. Le linee guida GEO ufficiali di Google vi hanno fatto cambiare qualcosa nella strategia, o confermano solo quello che già facevate?
Rispondetemi nei commenti — leggo tutto.
⚙️ Tool della settimana
Spellar AI
Spellar AI è un note-taker AI per i meeting che registra in locale sul tuo Mac, iPhone o iPad — senza che nessun bot entri in call. Lavora in background, trascrive la conversazione e la trasforma in asset pronti all’uso: summary, transcript completo e lista di action item.
Funzionalità principali
Trascrizione + analisi della conversazione in oltre 100 lingue, con rilevamento automatico della lingua.
Summary e action item automatici: riconosce il contesto, evidenzia i punti chiave e genera un riassunto professionale con piano d’azione.
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Scegli il motore LLM: Gemini, GPT, Claude o Perplexity.
Sync multipiattaforma (iOS, iPadOS, Web, macOS) e 18+ integrazioni (Notion, Jira, Linear, Google e altre).
A cosa serve (per chi fa il nostro lavoro)
Trasformare le call con i clienti (discovery, strategia, report mensili) in brief e to-do senza riscrivere gli appunti a mano.
Avere una memoria cercabile di cosa è stato detto e deciso, da ritrovare quando serve.
Recuperare ore di operatività post-meeting — esattamente il tipo di automazione di cui parla l’articolo #5.
Privacy
L’audio viene catturato direttamente sul dispositivo, senza bot intrusivi che si aggiungono alla riunione: un punto non banale quando si lavora con dati e contesti riservati dei clienti.
🔗 Website: spellar.ai
Buona settimana e grazie per essere qui.
Sara
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